LE RICCHEZZE ARCHEOLOGICHE DELLA PIANA LAMETINA, ABITATA PRIMA DEI GRECI

La piana di S.Eufemia si sta rivelando come una delle aree più interessanti dal punto di vista archeologico anche per il periodo anteriore alla colonizzazione greca. Sebbene non vi siano stati in questa direzione scavi sistematici e ricerche mirate (se si escludono quelle condotte negli anni '60 da Dario Leone, autore della scoperta a Casella di Maida di un'antichissima cultura risalente al Paleolitico inferiore, confermata e valorizzata negli anni 1980/81 dall'esplorazione sistematica condotta dal prof. Gambassini dell'università di Siena),

Dario Leone: scavo archeologico
Casella di Maida: Scavo archeologico
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Tuttavia ritrovamenti casuali hanno portato in tempi diversi al rinvenimento di numerosissimi oggetti in selce e ossidiana che sono testimonianze certe dell'esistenza di numerose stazioni-officina neo-eneolitiche. Di questi oggetti (bulini raschiatoi, fusaiole, lamette) si è cercato di stabilire una datazione precisa attraverso lo studio stratigrafico. La loro tipologia industriale e le peculiari tecniche di lavorazione indicano la presenza dì queste officine litiche in varie zone del territorio lametino, a conferma della presenza di abitati umani molto prima della venuta dei greci.

Industria Litica del Paleolitico Superiore Arcaico
Casella di Maida, Industria Litica del Paleolitico Superiore Arcaico
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Anzi, il fatto che l'ossidiana proveniva dalle isole Lipari, denuncia l'esistenza nella Piana di centri di lavorazione della preziosa materia prima. Inoltre, il ritrovamento di fusaiole e pezzi da telaio in pietra rotonda, opportunamente bucata, accerta nella Piana di S.Eufemia la lavorazione di fibre tessili e un'agricoltura già avviata, sebbene ancora primitiva. E' proprio in queste località che - come sostenne fin dall'inizio Dario Leone nella sua "La Calabria nella preistoria" (foto a lato) - avvenne, presumibilmente durante l'età del bronzo, quell'unione di genti preistoriche dette italiche (Siculi o Ausonì o Morgeti) e quel passaggio da un'economia pastorale nomade ad un'economia agricola stabile che portò alla costituzione politica di quel regno guidato dal mitico Italo, il legislatore di cui parla Aristotele.

Oltre a queste tracce neo-eneolitiche, numerosi altri ritrovamenti archeologici (utensili, tombe, avanzi di mura, vasi, monete), avvenuti prima del recente scavo della Sovrintendenza che ha portato alla luce i resti di Terina, sono chiari segni di una grande vitalità locale nell'età bruzia, greca, romana, bizantina e normanna.


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