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In
essi c'è tutta la storia degli insediamenti umani nella zona dalla preistoria
ad oggi ed è un peccato che buona parte di essi siano andati dispersi,
deteriorati o abbandonati all'opera corrosiva del tempo, mentre avrebbero
potuto rendere ancora più interessante il museo
archeologico che, benché solo da poco istituito, si avvia a diventare
insieme a quello diocesano, un sicuro punto di riferimento per lo studio
della storia del territorio. Tutta l'area intorno a S.Eufemia Vetere (soprattutto
la contrada Terravecchia) ha dato alla luce tombe contenenti vasellame
a vernice nera e monete greco-romane finite nelle mani di collezionisti
privati o mercanti d'arte.
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Acconia
(CZ): frammento di ceramica
impressa del Neolitico Antico
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Acconia
(CZ): frammento di ceramica
stentelliniana del Neolitico Antico
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Nel
1921 in contrada Palazzo, l'archeologo Paolo Orsi scoprì numerosi ruderi
di età romana. Vasi e monete antiche sono stati rinvenuti anche nelle
vicinanze delle terme di Caronte le cui acque sulfuree furono conosciute
fin dai tempi più remoti e ricordate anche nella monetazione dell'epoca.
Attorno alla fattoria Franzì (avvolta ancora oggi dalla leggenda nei racconti
superstiziosi della gente del luogo) furono scoperti dei sepolcri con
vasellame a vernice nera, identificati come una necropoli ellenistica.
In contrada Terravecchia, nel conso di alcuni lavori agricoli, nel secolo
scorso fu scoperto l'ormai celebre tesoro detto di S. Eufemia. Nel primo
ventennio del '900, sempre in questa zona, ancora Paolo Orsi venne in
possesso di una tavoletta epigrafica in rame (rinvenuta tra i ruderi di
un edificio) contenente i resti di un testamento della fine del IV sec.
a.C. Poco più tardi, nella stessa zona, in contrada Elemosina, furono
rinvenuti vasi e un Sarcofago in granito lavorato che si disse contenesse
soltanto ossa. Sulla base di questo ampio e ricco scenario bisogna leggere
la storia dei tre centri che nel 1968 hanno dato origine a Lamezia Terme.
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