Per un approfondimento delle trasformazioni avvenute in epoca neolitica nella piana di S. Eufemia, alleghiamo il seguente contributo del prof. Lucio Leone dell'Associazione Archeologica Lametina .

LA "RIVOLUZIONE" NEOLITICA NELLA PIANA LAMETINA
di Lucio Leone

U na vera e propria colonizzazione interessò la nostra penisola circa 7500 anni fa. Gruppi umani allogeni, provenienti dal Vicino Oriente, raggiunsero a ondate successive le regioni del Sud Italia, attratti dalla fertilità dei suoli e dalla mitezza del clima, e si mescolarono con un metissage graduale alle popolazioni locali di tradizione paleo-mesolitica.


Casella di Maida: asce votive neolitiche, rinvenute in tombe.

Grazie a questa gente nuova si estese anche nel nostro Paese quella prima rivoluzione della storia conosciuta come Rivoluzione neolitica, una rivoluzione esclusivamente economica, che segnò un mutamento profondo nei modi di vita dell'uomo di allora. Fu così che da una fase culturale caratterizzata da un'economia parassitaria e predatrice, durante la quale la caccia e la raccolta furono le principali attività umane, si passò ad un'età nuova, in cui vennero introdotte attività economiche e produttive di tipo diverso, quali l'agricoltura (cereali: orzo, avena, frumento; leguminose: lenticchie, piselli, ecc.) e l'allevamento del bestiame ( bue, capra, pecora, maiale, cane). Iniziarono anche lo sfruttamento delle minere di selce, la navigazione ed i commerci.

Altre novità riguardarono la levigatura della pietra e l'uso della ceramica (ciotole, vasi a fiasco, orci, tazze, scodelloni, orcioli, bicchieri cilindrici), novità che i neolitici si erano portati dalle loro terre d'origine.


Casella di Maida: esempi di ceramica impressa del Neolitico Iniziale

Le innovazioni economiche portarono conseguenze di grande rilievo. Anzitutto il sedentarismo e l'incremento demografico, che favorirono la formazione dei villaggi; inoltre un nuovo assetto sociale, dato che la donna poteva ora collaborare con varie mansioni nell'ambito del nucleo familiare e della comunità del villaggio stesso.

Anche la Calabria venne interessata dal fenomeno migratorio dei neolitici e le più vaste pianure della regione, quella di Sibari e quella di S. Eufemia, ed insieme ad esse il litorale jonico, furono abitate intensamente dal VI millennio a.C. in poi: Favella della Corte, nella Piana di Sibari, Prestarona, presso Canolo (Reggio Calabria), e Capo Alfiere, presso Crotone, sono i siti archeologici studiati con maggiore interesse e continuità.


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