L'archivio storico della diocesi di Lamezia Terme è una creatura del sacerdote don Pietro Bonacci, già parroco della parrocchia di S. Teodoro, che ha dedicato tanti anni della sua vita al riordino e alla catalogazione di un ingente patrimonio documentario altrimenti condannato all'incuria e alla dispersione. Don Bonacci ha svolto un lavoro preziosissimo per il quale merita la riconoscenza non solo degli studiosi e dei ricercatori, ma di tutte le comunità della diocesi, che nell'archivio diocesano possono ritrovare gran parte della loro memoria storica. Don Pietro, al quale dobbiamo gratitudine per averci aperto la strada della ricerca sulla storia del territorio lametino, ha sottratto alla polvere e alla sicura distruzione centinaia di documenti, classificandoli e ordinandoli in fascicoli e cartelle. Tutto il patrimonio archivistico, che comprende anche i documenti superstiti della ex diocesi di Martirano aggregata a quella di Nicastro nel 1818, è stato dallo stesso don Bonacci illustrato in un suo articolo pubblicato sulla Rivista Storica Calabrese (anno VIII, n. 1-4, 1987, pp. 469-479) e da noi qui di seguito sintetizzato per comodità dei lettori.


Mons. Nicola Berlingieri (1825-1854)
Dipinto su tela di Edoardo Fiore (1854)

Tutti i documenti giacenti in archivio sono stati raccolti in 132 cartelle contenenti le Relazioni ad limina dei vescovi di Nicastro e Martirano, le Visite pastorali, i Bollari, le carte riguardanti le singole parrocchie, la Mensa vescovile, il Capitolo e il seminario. Vi sono pure: alcune antiche pergamene, vecchi lezionari, graduali e messali che appartenevano al Capitolo. La diocesi di Lamezia Terme è l'unica in Calabria ad avere raccolte in volumi le Relazioni ad limina sia di Nicastro che di Martirano. Quelle della diocesi di Nicastro sono 32. La più antica è del 1588, scritta dal vescovo Clemente Bontadosio (1586-1594). L'ultima è del 1836, scritta dal vescovo Nicola Berlingieri (1825-1854). A parte, in fotocopia, ci sono 4 relazioni del vescovo Giacinto Maria Barberi (1854-1881) del 1859, 1867, 1875, 1877, e la relazione del vescovo Domenico Maria Valenzise (1888-11902) del 1897. Sono state recuperate all'Archivio Vaticano dal compianto Padre Francesco Russo, autore de La diocesi di Nicastro (CAM. Napoli 1958). Le Relazioni ad limina dei vescovi di Martirano, raccolte anch'esse in un volume, sono 39. La più antica del vescovo Mariano Perbenedetti da Camerino è del 1590. Ad esse bisogna aggiungerne altre quattro in fotocopia, avute dall'Archivio Vaticano. Tre sono del vescovo Giacomo Tarsia (1773, 1777, 1791) e una del 1795 di Francesco Antonio Grillo, ultimo vescovo di Martirano.


Vescovo Mons. Giacinto Maria Barberi (1855-1881)

Un altro importante documento dell'archivio diocesano è un poderoso Inventarium reddituum et onerum beneficiorum civitatis ac diocesis Neocastren, iniziato nel 1727. Si tratta di 592 fogli per un totale di 1184 pagine. Importanti sono le pagine che riportano notizie storiche sul Capitolo, sulle parrocchie, sulle confraternite con gli elenchi di tutti i cespiti ed i relativi obblighi che ognuna di queste comunità ecclesiali aveva. In nove cartelle sono conservati gli atti delle Visite Pastorali. La più antica visita, del 1642, è del vescovo Tommaso Perrone (1639-1677). Una delle visite più importanti è quella del 1769 del visitatore apostolico Paolino Pace inviato dalla S. Sede per indagare sul comportamento del chiacchierato vescovo Achille Puglia. I Bollari conservati in archivio sono 12. Il più antico va dal 1649 al 1677 ed ha un'ampia appendice compilata durante la seconda metà del '700 ed aggiornata sino alla fine dell'800. In questa appendice c'è un accurato elenco di tutti i benefici della città e della diocesi, nonché dei titolari che li hanno avuti durante l'arco di circa un secolo. Come scrive don Bonacci, i Bollari sono una preziosa fonte storica "perché consentono di conoscere la data e le circostanze dell'erezione di alcune chiese, di alcune parrocchie, di non poche Comunerie e di quasi tutte le confraternite". Per quanto riguarda i Sinodi tenuti dai vescovi, nell'archivio se ne conservano soltanto due: uno del vescovo Barberi del 1858 e l'altro del vescovo Règine del 1911. Il Sinodo del 1858 è importante perché - come scrive don Bonacci - ci fa capire qual era lo stato della diocesi nicastrese alla vigilia dell'unità d'Italia.

Per quanto riguarda le Lettere Pastorali, le più antiche conservate in archivio sono due, entrambe dell'800: una del vescovo Gabriele Papa (1819-1824) e l'altra di Nicola Berlingieri (1825-1854). Ci sono poi tutte quelle del '900 fino all'attuale presule Vincenzo Rimedio.


L'attuale vescovo di Nicastro
Mons. Vincenzo Rimedio

Ben 62 cartelle su 130 contengono documenti riguardanti il Capitolo, l'ex Mensa vescovile, il seminario e alcuni ordini religiosi. Da segnalare, infine, una singolare Platea della SS. Annunziata (redatta negli anni 1704-1706) che contiene la storia dei Domenicani di Nicastro e l'elenco di tutti i beni che questi religiosi possedevano nel territorio lametino a partire dal '600. Questo importante documento è stato da noi studiato e pubblicato nel 1995 (vedi: V. VILLELLA, Il patrimonio ecclesiastico a Nicastro nel Settecento. Gli stabili e i censi del convento di S. Domenico in una platea del 1706, in Quaderni lametini, n. 31, 1995, pp. 59-77).


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