La Storia
Testo e disegni di Massimiliano Cantafio

La fabbrica occupa la parte più alta della rupe ad una quota di spiccato che va dai 320 ai 330 m s.l.m. L'attuale costruzione andò presumibilmente a sostituire dei manufatti preesistenti, forse in legno o comunque non di tale mole, risalenti ai primi insediamenti. Ciò è indicato, sia dal fatto che il maschio insiste su un muro probabilmente più antico e sicuramente di diversa fattura, sia dalla vicinanza della torre alla parte muraria che è considerata dagli esperti come la struttura di più antica costruzione. Tale ipotesi è supportata anche dagli storici locali. Padre Giovanni Fiore da Cropani sostiene che il castello esisteva fin da epoca antichissima e che fu diroccato per la prima volta dal terremoto succeduto alla morte di Cristo. L'abate Pacichelli ne attribuisce la fondazione a Federico il Barbarossa.

Lupis sostiene che fu edificato dai Greco-Bruzi come risultato dell'abbandono della parte denominata Terravecchia e dell loro trasferimento nella zona più alta e riparata della piana. Don Antonio Fiore credeva similmente che ad edificarlo furono gli abitanti del luogo che avevano abbandonato, in seguito a qualche calamità, la vecchia città. Pasquale Giuliani scrive che il castello è di epoca normanna, ma che vi era un nucleo più antico esistente già al tempo del re Teia. La cosa certa è che i resti più antichi, ancorché veramente esigui, siano di origine normanna e che il castello si sia poi ampliato nelle successive epoche storiche, arrivando ai nostri giorni.


Castello di Nicastro Prospetto Nord- Est

D'altronde nel diploma di fondazione dell'abbazia benedettina del 1062 ad opera di Roberto il Guiscardo, non si parla del castello o perché non era stato costruito o perché era una struttura di poco conto. Nel 1122 invece il castello era già edificato in quanto vi risiedeva per quindici giorni il Papa Callisto II. Nel 1198 veniva restaurato per ordine di Costanza D'Altavilla e nel 1235 da suo figlio Federico II. I lavori terminarono nel 1238. Secondo alcune fonti storiche, tali lavori si limitavano al restauro della rocca, inserendola nel suo sistema difensivo, ed all'ampliamento del perimetro verso la zona bassa, determinando un restringimento dell'aggere. Dalle stesse fonti si apprende che in questo periodo il castello non aveva cinta muraria e che affidava la sua difesa all'inespugnabilità del sito, garantita dalla rocca, la cui via d'accesso doveva essere sottoposta ad una particolare protezione militare, cosa che fa presupporre l'esistenza in quest'epoca di una qualche fortificazione.


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