La cittadinanza, con la partecipazione ai lavori e con la continua informazione (conferenze, incontri), si appropria del monumento e diventa protagonista del suo recupero. Con lo scavo viene lentamente alla luce il monumento, emergono dalle macerie le strutture murarie, il materiale ceramico, oggetti vari che insieme alla documentazione di archivio, permettono di scrivere la vera storia del Castello, di sfatare leggende e di affermare certezze, di capire il ruolo che il Monumento ha avuto nella storia del territorio. Molti sono i dati emersi dallo scavo e presto saranno oggetto dì un'apposita conferenza, ma posso anticipare che hanno consentito di documentare le diverse fasi del castello (Normanno, Svevo, Angioino, Aragonese) e di portare alla luce ambienti del castello sepolti sotto le macerie. Il lavoro di scavo sarà ancora lungo, ma deve essere eseguito per tempo perché le murature che emergono devono essere restaurate per evitare che quello che è rimasto sepolto per centinaia dì anni vada distrutto in poco tempo. È doveroso ricordare che lo scavo è stato eseguito da operai in cassa integrazione che il Comune, con i progetti socialmente utili, ha messo a disposizione degli archeologi.


Castello: particolare

Infine l'indagine che si è dimostrata fondamentale per la comprensione delle cause del degrado e della sua dinamica è quella geofondale e geotecnica, cioè l'indagine che riguarda la base fondale del Castello, lo strato roccioso su cui poggiano le fondazioni. Sono stati eseguiti numerosi carotaggi a rotazione fino ad una profondità di ml. 10 sulla parte anteriore; dai sondaggi risulta che la roccia fino ad una profondità di circa 5 ml. è frantumata e quindi poco resistente. Sono stati inoltre, dopo accurata pulizia, rilevati gli strati superficiali della roccia, e ciò ha permesso al tecnico incaricato, Prof. Ing. Eugenio Ventura docente presso l'Università di Roma, di diagnosticare le cause del degrado e di indicare gli interventi da effettuare per frenare il lento, ma continuo distacco di parti rocciose che sta compromettendo la statica del monumento. È da sottolineare che dallo scavo archeologico è emerso che già intorno al 1600 furono eseguite delle opere di consolidamento sul prospetto principale perché già allora vi erano problemi dì stabilità.

Acquisiti tutti i dati dell'analisi, il lavoro procede attraverso dei moduli sperimentali che riguardano i vari aspetti dell'intervento. In pratica, prima di fare iniziare alla ditta appaltatrice i lavori a pieno regime sul cantiere, si procede attraverso l'intervento di specialisti del settore "restauratori di murature antiche ed esperti in consolidamento" a delle prove a campione, si provano le tecniche ed i materiali da utilizzare, ad esempio: stilature di giunti, integrazioni murarie, consolidamenti superficiali ed in profondità, restauri d'intonaci ecc. Eseguite le prove, verranno poi scelte dai tecnici delle Soprintendenze insieme ai direttori dei lavori quelle da utilizzare su tutto il Castello.


Castello: interno torre

Quest'aspetto del lavoro è particolarmente importante perché permette, attraverso un confronto tra le diverse professionalità, di scegliere sia i materiali da impiegare sia le modalità di esecuzione più idonee al singolo caso, facilitando così il compito della ditta appaltatrice che avrà precise indicazioni sugli interventi da fare e sui materiali da impiegare. Alcuni moduli sperimentali sono stati già eseguiti, in particolare dal Prof. Arch. Andrej Tomatzewski del Politecnico di Varsavia, specialista in consolidamento, e dal restauratore Wilfred Roll, specializzato in restauro di murature. Questa parte riservata ai moduli sperimentali è tuttora in corso e procede parallelamente ad altre opere previste di progetto. In concomitanza ai lavori sopra elencati, l'Amministrazione Comunale ha varato un progetto speciale, sempre con operai in cassa integrazione "per lavori socialmente utili", per la realizzazione del Parco Urbano sulle aree libere adiacenti al Castello (precedentemente espropriate).


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