L'ABBAZIA DI S.MARIA DI CORAZZO

 

 

La storia dell'abbazia di S. Eufemia richiama quella dell'abbazia di S. Maria di Corazzo che ricadeva nella ex diocesi di Martirano. Basti pensare che nel 1203 i monaci di S. Eufemia scelsero come abate lo stesso abate di Corazzo, che era cistercense. La fondazione dell'abbazia di Corazzo avvenne intorno al 1060 ad opera di Ruggero Sanseverino. Originariamente benedettina, passò ai cistercensi nel 1157. Primo abate cistercense fu il beato Colombano morto nel 1176. Come ha scritto Mario Borretti (autore di validi studi su Cortazzo) "il solitario cenobio diventò […] centro di grande cultura. […] Ricca di preziosi codici e di importanti documenti doveva essere la ricca biblioteca" (M. BORRETTI, L'abbazia cistercense di S. Maria di Corazzo, in Calabria Nobilissima, XIV, n. 39 e n. 44). Grazie alle donazioni e ai privilegi che le concessero i Normanni, l'abbazia acquistò una straordinaria importanza sia spirituale che economica, divenendo una delle più importanti e più ricche istituzioni monastiche della Calabria, seconda solo a quella benedettina di S. Eufemia.

Vi si trasferì dalla Sambucina Gioacchino da Fiore che fu eletto abate contro la sua volontà. Nel 1554 vi soggiornò anche Bernardino Telesio che nella quiete di questo chiostro scrisse la maggior parte delle sue opere filosofiche fra cui il De rerum natura iusta propria principia, che diede un decisivo colpo all'aristotelismo.


Veduta aerea dell'abbazia di Corazzo. (Archivio privato Villella)

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