Il documento più antico su Corazzo è una Bolla papale del 13 settembre 1129. Con questa Bolla il papa Onorio II poneva l'abbazia di Corazzo sotto la protezione diretta della Santa Sede. Un altro documento importante è quello del novembre 1198 con cui l'imperatrice Costanza, figlia di Ruggero, primo re di Sicilia, faceva dono a Corazzo di una vasta estensione di terre in Sila, confermando il possesso di tutti gli altri beni e privilegi di cui già godeva. Nel 1221 tutti i possedimenti e privilegi furono riconosciuti da Federico II.


Interno dell' Abbazia di Corazzo
(Archivio privato Villella)
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Questi possedimenti si estendevano dal fiume Corace all'Amato fino a Decollatura, a Martirano, a Scigliano, a Rogliano, a Isola, a Maida. Il 10 settembre di ogni anno nelle immediate vicinanze dell'abbazia si svolgeva una grande fiera-mercato. La grandezza dell'abbazia cominciò a declinare con l'avvento degli abati commendatari intorno al 1440. Costoro pensavano soltanto ad arricchire il proprio patrimonio con i proventi del monastero, lasciando ai frati il minimo indispensabile per vivere e favorendo il degrado delle strutture dell'abbazia che andarono sempre più in rovina.
(Vedi: V. VILLELLA, La Calabria della rassegnazione, vol. I., pp. 62 ss.).


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