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E' probabile che la Vitrana (= Veterana) fosse un eremo di rito calabro-greco […] e che nella località sovrastante Musconà, sulla collina alle spalle del Castello, esistesse un eremo di origine bizantina e che sia stata la normanna Eremburga e non la principessa sveva a ristrutturare il vecchio edificio trasferendolo, contestualmente, al rito latino. […] San Marco era l'antica cattedrale bizantina? […] Abbiamo già detto che non si sa dove sorgesse la vecchia piccola cattedrale bizantina, ma sembra poco probabile che le prime famiglie di rifugiati abbiano potuto erigerla nella parte piana, nell'area compresa tra i rovinosi torrenti Canne e Piazza, malsana e indifendibile, nella quale possono aver eretto solamente qualche misero e isolato rifugio. Esse avevano preferito la parte alta di Musconà e la vicina fascia laterale di levante perché salubre e sicura, dalle quali era possibile avvistare tempestivamente i pericoli e apprestarsi tempestivamente alla difesa. Oltre che per la posizione, Musconà, in particolare, aveva attratto, come abbiamo supposto, anche per la presenza, poco più in alto, dell'eremo della Vitrana ma, distrutta Torri, esso risultò non più del tutto sufficiente a servire anche le famiglie di levante aumentate di numero per le quali si dovette necessariamente provvedere in altro modo.
La rocca in cima alla quale era stato costruito il castello, protetta alle spalle dai due bracci del torrente Canne, si affacciava, verso valle, su un'ampia area più agevole a salire che divenne zona di rispetto del castello. Ai margini inferiori di questa area, come abbiamo già detto, a levante verso il torrente Canne e all'incirca sulla stessa linea altimetrica di Musconà da cui non era molto distante, esisteva una chiesetta dedicata a S. Marco che sarebbe sorta, secondo il Bonacci, nel XIV sec. e fu interdetta, perché ormai quasi diruta, nel Settecento. […] Questa chiesa godeva del privilegio di esser unita al Decano della Cattedrale, prima dignità del Capitolo. […] Come abbiamo detto più volte, la popolazione, cresciuta di numero specialmente dopo la fine di Torri continuò a preferire insediarsi non già nella parte piana poco idonea, ma in alto, dove aveva preso corpo Musconà, e nella vicina area di levante. Gli abitanti di questo lato ebbero difficoltà non tanto per la distanza quanto per la natura dei luoghi, a servirsi dell'angusto eremo della Vitrana che non riuscì più a svolgere pienamente le sue funzioni di riferimento spirituale e sociale. Per altro, cresciuto l'insediamento dopo la fine di Torri, la vita della comunità si era a poco a poco spostata verso levante dove finì con coagularsi intorno alla chiesa di S. Marco e a quelle abitazioni che comprendevano probabilmente anche la dimora del vescovo. Sembra plausibile far risalire a questo periodo l'origine della chiesa e non al sec. XIV come vuole P. Bonacci. Per altro, il Bonacci afferma che essa sarebbe stata eretta da una società laicale (che, dunque, sarebbe esistita prima della chiesa!) e l'accettazione della datazione renderebbe difficile spiegare l'origine e il significato delle funzioni - laica e religiosa - che si svolgevano annualmente nella chiesa e nelle sue vicinanze. E' verosimile, invece, la nostra ipotesi che la chiesa sia sorta con il trasferimento di buona parte della popolazione di Torri in Musconà e dintorni. Una volta eretta, essa si trovò a svolgere le funzioni proprie di una cattedrale e a prendere il posto, quanto meno di fatto, di quella della diocesi di Torri. E' molto probabile, in conclusione, che fosse proprio la chiesa di S. Marco la piccola cattedrale bizantina, poi sostituita da quella latina voluta da Emburga, e che da ciò derivasse l'alta considerazione di cui essa godeva. Le ipotesi proposte contrastano nettamente con le tesi degli storici locali. Per altro, essi solo raramente fanno cenno alle chiese di rito orientale esistenti nella stessa Nicastro mentre invece, per una ricostruzione più compiuta della sua storia e della diocesi, maggiore attenzione andrebbe dedicata alla presenza di quella Chiesa nella nostra era. […]. E' il caso di ricordare, comunque, che al rito orientale appartenevano non soltanto la Veterana e San Marco, secondo le nostre ipotesi, ma molti altri eremi, chiesuole, cenobi e monasteri, così numerosi in questo territorio da lasciare tracce di sé in quasi tutti i paesi del circondario e ai quali fanno cenno tutte le storie locali". (Per
ulteriori approfondimenti si rinvia al saggio di V. FITTANTE, Chiese
ed eremi basiliani nella Nicastro bizantina. |
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