La viabilità romana tra Cosenza e Vibo Valentia

Per viaggiare più comodamente, anche di notte, si usavano carri coperti (carrucae dormitoriae). Ogni 10 o 15 miglia si incontravano delle stazioni di posta dove ci si ristorava e si facevano governare gli animali. Ogni cinque stazioni minori ce n'era una più grande dove si trovavano veterinari e forze dell'ordine. Su questa struttura si appoggiava il servizio postale (cursus publicus), che però era riservato all'amministrazione statale. I privati potevano servirsene soltanto con un apposito permesso imperiale, altrimenti dovevano ricorrere a corrieri a pagamento o ai propri schiavi. Cambiando i cavalli a ogni stazione, gli addetti coprivano circa 75 km al giorno, e dunque una lettera da Roma a Bologna arrivava entro cinque giorni". "Il tracciato della strada romana era preferibilmente rettilineo e tale veniva mantenuto, per quanto possibile, anche in zone collinose, dove, perciò, la pendenza longitudinale spesso raggiungeva valori notevoli, sino ad oltre il 20%; i singoli tratti di rettilineo erano raccordati ad angolo senza la interposizione di alcun tipo di curva, perciò nessun confronto, sia pure grossolano ed orientativo, può farsi, dal punto di vista del tracciato, fra queste strade e quelle attuali.

Le elevate pendenze adottate, mentre facilitavano la scelta dell'andamento plano-altimetrico, richiedevano l'adozione di carri molto leggeri. Invece, per quanto riguarda la formazione della soprastruttura delle strade, i Romani furono dei veri precursori e molti tronchi rimangono a testimonianza della perfezione da essi raggiunta in queste opere. Evidentemente la robustezza e la resistenza delle pavimentazioni variava secondo l'importanza dell'arteria. Comunque le grandi vie militari erano costruite, all'incirca, secondo concetti ripresi in epoca moderna".

Si cominciava col delimitare tra due piccoli fossati paralleli lo spazio della carreggiata. Per le strade militari questa variava tra i 4 e i 5 metri, in modo da permettere la marcia dei veicoli nei due sensi (la distanza tra le ruote dei carri era in media di m 1,5). Ma la Via Appia fino a Terracina era larga non meno di 10 metri. Si scavava quindi in profondità tendenzialmente fino alla roccia. Si consolidava poi il fondo e su una preparazione di sabbia e calce si mettevano quattro strati sovrapposti (per un'altezza che arrivava fino a m 1-1,5) in quest'ordine: una massicciata, composta di pietre di grosse dimensioni poste di taglio (statumen) e alta non meno di trenta centimetri; uno strato di pietre più piccole con cocciame e calce (ruderatio) il cui spessore era uguale a quello della massicciata; uno strato di sabbia e pietrisco (nucleus) livellato con enormi cilindri; infine, il rivestimento (pavimentum) costituito da lastre di selce levigate (i classici basolati che si sono conservati in buono stato fino a noi) e fatte combaciare con molta cura (summum dorsum o summa crusta).

La superficie della carreggiata era leggermente convessa per facilitare lo scolo delle acque. Due marciapiedi (margines) la fiancheggiavano. Le strade minori erano più semplicemente ricoperte di ghiaia o di terra battuta". "Dopo i1 crollo dell'Impero Romano ed il succedersi delle invasioni barbariche l'intero grandioso complesso di strade, che di esso costituivano le arterie vitali, andò in sfacelo e per lungo tempo se ne persero anche le tracce. Durante il Medio Evo venne a mancare ogni coordinamento fra le varie regioni italiane e le singole città dovettero lottare da sole contro gli attacchi degli Unni, e poi degli Arabi, dei Normanni, dei Turchi ed, in epoca più recente, dei Francesi e degli Spagnoli. In tali condizioni l'unica difesa era l'isolamento, la inaccessibilità; pertanto venne a cessare ogni interesse alla manutenzione e conservazione delle strade. Di conseguenza i traffici ed i rapporti commerciali si contrassero ed affievolirono notevolmente restando, in generale, limitati nell'ambito del territorio di ciascun comune; e tale stato di cose rimase praticamente immutato sino all'epoca moderna nella quale ebbe inizio la grande ripresa delle costruzioni stradali"

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