La viabilità romana tra Cosenza e Vibo Valentia

 

>> Collegamenti stradali in Calabria

"A metà Ottocento, la principale via di comunicazione che collegava la regione al resto della Penisola, era la strada delle Calabrie, iniziata nel 1808 sotto Giuseppe Bonaparte e che nella sostanza non era altro che un rifacimento della vecchia via romana Popilia. La costruzione della Via Regia Borbonica, cioè l'antesignana della attuale statale 18, era stata appena tracciata. Volendo individuare le cause del secolare isolamento della Calabria, si deve per forza fare riferimento alla conformazione orografica della regione, oltre che alla sua posizione assolutamente decentrata rispetto alle aree dei grandi traffici. Le montagne quasi ovunque precipitanti nel Tirreno e nello Jonio sono sempre state un muro di sbarramento di fronte alla via di comunicazione più antica, cioè il mare. Nelle pieghe del territorio, tra montagna e montagna, dovevano nascere mille focolai di civiltà, ognuno avulso dalla realtà del vicino, tanto difficili erano i collegamenti tra paese e paese. E così, la regione finì per essere, nei vari periodi della sua storia, nulla di più che una terra di attraversamento e di conquista.

I Romani stesero la loro via Popilia in Calabria, sfruttando il fondo delle valli longitudinali, lungo press'a poco l'attuale tracciato dell'Autostrada del Sole, e si limitarono per lo più a fortificare le zone circostanti per proteggere la strada da eventuali attacchi degli indigeni. E questo perché per i Romani le strade avevano un'importanza essenzialmente militare tanto è vero che le vie si snodavano per lo più rettilinee tra il punto di partenza e quello di arrivo ed erano collegate ai centri abitati da strade secondarie. A Roma interessava soprattutto giungere il più rapidamente possibile all'imbarco di Catona per la Sicilia. In effetti né Roma, né gli altri dominatori che sopraggiunsero, ebbero interesse all'utilizzazione del territorio della Calabria; se mai vollero il contrario. Vollero cioè tenere le popolazioni locali il più lontano l'una dall'altra al fine di evitare la costituzione di una forza regionale politicamente rilevante.

La medesima politica isolazionista, non c'è dubbio, finì per perseguire, a tanti secoli di distanza, lo Stato Unitario. La ferrovia tirrenica venne concepita soprattutto in funzione di collegamento rapido del Paese con la Sicilia; la stessa Autostrada del Sole seguì il vecchio orientamento di attraversamento del territorio per la via più breve, salva qualche deviazione dettata da motivi municipalistici, e non perseguì certo l'obiettivo dello squarciamento del territorio, della penetrazione nelle pieghe della regione".......

 


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