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Lo straordinario caso letterario di Antonio Porchia |
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Nel 1949 a Parigi il Club Francese del Libro prendeva in considerazione Porchia tra gli scrittori cui assegnare il premio internazionale riservato ad autori stranieri. Porchia fu perciò invitato in Francia, ma declinò l'invito, rispondendo con una delle sue ineffabili frasi: "Le distanze non fecero niente. Tutto sta qui". Anche se Voces ebbe successive ristampe nel 1956, 1964, 1965, 1966, 1970, soltanto sul finire della sua vita, l'ignorato profeta della sua terra venne riscoperto in Argentina. La risonanza della edizione francese ebbe il potere di far sì che la rivista SUR si interessasse direttamente alle Voci di Porchia, pubblicandone una selezione. Porchia chiese alla direttrice Vittoria Ocampo che i suoi eventuali compensi fossero devoluti a qualche poeta bisognoso. Anche gli altri giornali, tra cui La Naciòn, scoprirono finalmente Porchia, pubblicando sistematicamente alcune 'Voci' e diverse recensioni. Contemporaneamente venne chiamato alla radio municipale a recitare personalmente le sue 'Voci'. Fu realizzato anche un disco (Antonio Porchia da se stesso).
IIl poeta e scrittore Leòn Benaròs sottolinea questa svolta decisiva nella valorizzazione dell'opera di Porchia, attribuendola alla traduzione francese da parte di Roger Caillois. Da quel momento ai vecchi amici pittori del gruppo 'Impulso' e a scrittori e poeti che frequentavano la sua casa, come Alejandro Tomatis, Lysandro Galtier, Leòn Benaròs, si aggiunsero tanti altri poeti emergenti come Aldo Pellegrini, Oliveiro Girondo, Enrique Molina, Olga Orozco, Roberto Juarroz, Antonio Requeni, Alejandra Pizarnik, Raùl Gustavo Aguirre, Margarita Duràn, Edgar Bayley. Timido e riservato, Porchia non si sposò mai e la sua casa diventò come un cenacolo letterario, con un andirivieni di artisti e letterati. Tutti hanno sottolineato la grande umiltà con cui egli ascoltava i suoi interlocutori. La sua presenza instaurava con gli altri un immediato e profondo coinvolgimento tanto che alcuni hanno confessato che, dopo aver parlato con lui, la vita dell'ascoltatore subiva una sorta di catarsi, un vero e proprio cambiamento. Una 'voce' di Porchia dice: Vivere è convivere. Vivere è far vivere. Uno di questi poeti, Roberto Juarroz, grande amico di Porchia negli ultimi anni e critico letterario di levatura mondiale, al quale dobbiamo le pagine forse più belle sulla vita e sull'opera di Porchia, in una testimonianza pubblicata nel 1982 (La fidelidad al relàmpago, conversaciones con Roberto Jaurroz, Universidad de Mexico, vol. XXXVIII, n. 16) diceva: "Visitarlo era un pellegrinaggio verso la forza interiore, verso il pensiero attivo, verso la vera intelligenza. Un pellegrinaggio verso la profondità. Era il privilegio di vivere un poco la sapienza".
Le ripercussioni del fascino suscitato dalle 'Voci' si propagarono. Così Fernando Versehen in Belgio nel 1962 includeva Porchia nell'antologia intitolata "Poesia vivente in Argentina". Nel gennaio 1964 a Parigi una selezione delle Voci appariva nella "Nuova Rivista Francese". Nel 1966 l'editore Hachette pubblicava in Sudamerica una selezione in più riedizioni (con l'aggiunta delle 'Voci Nuove' a partire dal 1974) che si esaurirono immediatamente. Nel 1967 Federico Weineger traduceva un altro fascicolo in tedesco (rivista Humboldt n.32, Monaco). Nel 1968 negli USA il poeta W. S. Merwin anticipava sulla rivista Bazaar alcune traduzioni in inglese e l'anno successivo pubblicava con un suo prologo una selezione di 250 'Voci' in edizione simultanea a Chicago e Toronto ( Voices, Big Table Publishing Company, Chicago 1969).
Porchia, che non aveva mai avuto omaggi, premi e riconoscimenti nel mondo letterario, non poté nemmeno godere della fama che si stava creando intorno alla sua opera. Infatti, potando un ramo nel suo giardino, cadde pesantemente procurandosi un ematoma cerebrale. Venne operato, ma non poté ristabilirsi completamente. Morì la sera di sabato 9 novembre 1968, prossimo a compiere 83 anni. Piovve con furia il giorno della sepoltura. Parlarono per congedarlo il poeta Lysandro Galtier a nome della SADE (Società Argentina degli Scrittori) e José Pugliese a nome della Agrupaciòn de Arte y Letras Impulso. |
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