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Lamezia
Terme e Galati Mamertino (prov. di Messina): due
idiomi a confronto
di Francesco Polopoli |
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Non trovo migliore incipit di questo, come sfondo ideale di un contributo, teso ad accomunare attraverso la lingua, uomini e cultura: "Io sono nato nel cuore dei Nebrodi, dove il vecchio "Castrum" si affaccia dominatore delle convalli e tutta la classica zona di Val Demone allinea le sue montagne come quinte di teatro. A questi monti e a queste valli si rivolsero i poeti quando Cristo non era ancora nato; e a questi luoghi si rivolse anche Giosuè Carducci quando, rattristato e stancato dalle miserie della storia, cercava le acque più pure della leggenda e, scrivendo le "Primavere elleniche, cantava e domandava: …La
valle ov'è che i bei Nebrodi monti La valle che tu cerchi è qui, o Poeta della Terza Italia! E' qui, nel gran cuore silvano dei Nebrodi, ai piedi del paese dove io son nato e dove spero un giorno di morire, per una poesia che non morrà. Forse il mio paese non è bello in ciò che è, ma è bello in ciò che offre, cioè nella visione che ci apre. Io sono nato quassù e la fotografia del mio paese, è un po' anche la fotografia della mia anima, perché anche la mia anima ha sorriso e il cipiglio, il pianoro verde e la roccia brulla, il garofano d'acqua sorgente e la pietraia arsa ed aspra, la pura grazia del semplice e il viziato fascino dell'orrido; anch'essa ha la Pace, la Forza e l'infinito" (Dal vol. "Crepuscoli" di Nino Ferraù). Il linguaggio come commento del mondo? Continua la versificazione di Ferraù che si rivela nel prosieguo divinatoria, oracolare: …il
mio pensiero,falco della rupe,
La
"langue" italiana, come tutte le lingue, è un'istituzione sociale
che chi parla o scrive continuamente manipola per adattarla alle proprie
esigenze, un rapporto convenzionale, che lungo il binario desausserriano
significante/significato, apre alla comunicazione. I dialetti, nonostante
la diffusione dell'italiano a scala nazionale, costituiscono altrettante
varietà geografiche della lingua italiana se non addirittura altrettanti
idiomi alternativi, a livello locale, della lingua italiana stessa. Ancora
all'epoca dell'Unificazione dell'Italia (1861), i dialetti erano l'unica
realtà linguistica conosciuta ed usata dalla stragrande maggioranza degli
italiani. L'Unità linguistica italiana richiama, completandolo, il fervido
auspicio di Pietro Ardito (1833-1889), insigne letterato nicastrese ai
piedi di quei ruderi del Castello definiti dal Frangipane "mucchio di
rovine, erette come vecchi scheletri di giganti sul vallone fragoroso,
alle spalle del borgo San Teodoro" (Frangipane citato da Mirella Manfrici
nell'articolo "Il castello di Nicastro" in Calabria sconosciuta, 1978,
N°2, p.94): E
tutti unisca un'alleanza vera,una legge,una fede,una bandiera |
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Felice Mastroianni
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