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Aggiungeva il notaio Saladino - e la notizia merita particolare attenzione - che proprio per la bontà del sito e la salubrità dell'aria (mentre la pianura era paludosa e malarica) "si ha bastanza tradizione che nell'istessissimo luogo prima delle generali scorrerie dei barbari era situata l'intera città di Nicastro, allora Nomistro". Su questo fondo, dunque, all'indomani dell'alluvione e del terremoto i suddetti cittadini decisero di sistemarsi provvisoriamente in capanne e baracche. Successivamente, intenzionati a stabilirvisi definitivamente, avanzarono formale richiesta al maresciallo D. Francesco Pignatelli, inviato dal re come Vicario generale in Calabria per sovrintendere alle emergenze del terremoto. Ottennero ufficialmente l'autorizzazione il 6 settembre 1783. Fu convocato un pubblico parlamento il 12 settembre con l'intervento del governatore locale di quel tempo D. Francesco Antonio Giuliani. Ma, perché la loro sistemazione in detto fondo fosse perpetua anche per i successori, fu necessario richiederne la censuazione per un certo annuo canone enfiteutico. I canonici cappellani, interpellati, opposero difficoltà all'operazione per cui ci si dovette rivolgere nuovamente al Pignatelli, che aveva il suo quartier generale a Monteleone. Il 30 giugno 1784 il Pignatelli diede incarico per l'apprezzo del fondo al Regio Ingegnere D. Vincenzo Ferrarese il quale, assistito da due pubblici esperti nicastresi (Serafino la Chimia e Tomaso Guzzo) stabili il valore in proprietà in ducati 377 e grana 10 e in un'annua rendita di ducati 17, grana 57 e cavalli 8. La relazione è del 3 febbraio 1785. Questa perizia non piacque ai canonici cappellani che si opposero. L'accordo era difficile, ma alla fine fu trovato grazie alla mediazione del vescovo mons. Francesco Paolo Mandarani (1773 - 1796). Oltre ai cittadini regolarmente presentatisi davanti al notaio, ce n'erano molti altri i quali avevano pur essi occupato vari luoghi in detto fondo della Bella, ma non intendevano regolare la loro posizione di abusivi. Il 29 luglio dello stesso anno 1789 il notaio Salatino era chiamato a predisporre un altro strumento per questi altri cittadini Nicastresi. |
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