Potrebbe essere del IV sec. A. C. e dal modo come sono state incise le lettere mi fa pensare che sia destrorsa.
Le prime tre lettere possono essere le iniziali di tre parole (carattere greco o latino?). Le ultime quattro mi pare siano in alfabeto osco-bruzio. Allora le prime tre lettere potrebbero essere così in-terpretate: M(eddix)
P(apus) oppure P(ublius) T(uticus), risordando che il Meddix Tuticus era il supremo magistrato delle comunità italiche.

La penultima lettera fa pensare trattarsi di una G osca per via del trattino centrale. La prima di queste quattro lettere è una A, ma di forma che non sembrerebbe attribuirsi all'alfabeto osco. Insomma: c'è motivo di studio per tutti!

Osservando il frammento in tutte le posizioni, la corona circolare liscia della parte centrale mi fa supporre che il piatto avesse anche il coperchio a meno che ciò che doveva contenere (interiora di animali appena uccisi o altro) fosse sufficientemente protetto dai due bordi rialzati.
Spero che qualche esperto in epigrafia antica, dopo aver letto il mio scritto e osservato soprattutto le fotografie che fortunatamente sono riuscita a scattare, possa dare un'interpretazione più esauriente sull'importante frammento che non so che fine abbia fatto.


Foto del frammento del piatto votivo trovato nell'area di Temesa

 


Indietro
Home page ....... Archeologia ....... Museo Archeologico ..... Museo Diocesano ... Ricchezze archeologiche ..... Aque Ange .. Alla ricerca di Terina