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Tabelletta testamentaria greca: Nell'escursione del 1914 fui cosi fortunato da porre le mani sopra un brano di tabelletta in rame scritta, rinvenuta, dicevasi, ma a torto, in un sepolcro di tegole della regione immediatamente prossima a S. Eufemia V. Questo prezioso brano epigrafico, degnamente illustrato dal senatore D. Comparetti, contiene i resti di un testamento della fine del sec. IV a. C. che il chiarissimo illustratore non esitò ad attribuire ad un cittadino facoltoso di Terina, sebbene il nome della città non figuri nella tabeIla. Ed io aderisco pienamente alle vedute del Comparetti, perché il testamento trovato tra questi ruderi di un edificio (non di un sepolcro) non può derivare che da una città greca di riguardo, per la quale ricorre spontaneo il nome di Terina. Di fianco a S. Eufemia V. vi è la bella terrazza detta Elemosina, assai adatta a sede di una città; essa è lambita a levante dalla fiumara Bagni, la quale erodendo l'antico terrazzo alluvionale si è aperto un varco, con una parete a picco, che da m. 3 arriva quasi a 10 di altezza.
La spianata di Elemosina, oggi tutta messa a colture intensive, mi ha fatto vedere alla superficie pezzi di tegolami e di pithoi, ma nessun resto dì fabbriche. Ma chi può djrci cosa contenga il sottosuolo? Sta il fatto che la lamina scritta deriva dalle campagne di Terravecchia-Elemosina, e che in contrada Elemosina si rinvenne anni addietro un grande sarcofago di sfaldature granitiche, faticosamente lavorate, di cui produco, attesa la sua peculiarità, il disegno.
Mi si è detto contenesse solo ossa, ma la notizia è incontrollabile. La contrada Elemosina domina e sovrasta quella di Terravecchia, dove è pure notizia di sepolcri. Due grandi vasi greci figurati sarebbero stati individuati molti anni addietro ad un inglese. Le Terme di S. Biase: ubicate dove la fiumara esce dalla gola dei monti, furono conosciute anche nell'antichità per i loro effetti salutari […]. Visitando quelle terme, ho indagato se mai vi fossero avvenute scoperte archeologiche; ma appresi soltanto di vasetti e monete disperse, troppo poco per dare un giudizio qualsiasi. E poiché la terma è in esercizio da secoli, e necessariamente ha subito nei fabbricati molte trasformazioni, non è a stupire che ogni resto antico sia scomparso. |
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