Per chiudere questa relazione, riferisco ora di una quantità di piccole scoperte fatte nelle mie ricognizioni attraverso la campagna terinese. Nel fondo Pasquale De Medici in contrada Zupello si trovarono abbondanti ruderi con pavimenti in mattoni ed in coccio pesto; vidi sul luogo una colonna. Al lato meridionale di detto podere segnalai tracce di sepp. Romani di età imperiale, come di lucerne e monete in essi contenute e da me viste. Intorno ai ruderi della chiesetta di S. Trara, con tutta probabilità bizantina, eravi un sepolcreto con tombe di mattonacci, molti dei quali segnati della strana figura di una lisca o ramo secco; esse hanno dato perle di ambra e di vetro e perciò le giudici bizantine.

Sulla destra della fiumara la contrada Celsito (cioè Querceto, a NO di S. Eufemia V.) prende nome da una bella macchia di querce, che vi sussisteva sino a pochi anni addietro. Oggi tutto il terreno è stato smacchiato e ridotto a colture; appresi della scoperta di numerose tombe di tegole, contenenti poveri vasellami. Vi sono poi i ruderi di un'altra minuscola chiesetta forse bizantina. Attorno alla fattoria Franzì, sempre nella stessa contrada, si intensificarono le notizie di scoperte sepolcrali; tali tombe erano fatte di cassoni tufacei ed altre di tegole. Il corredo di piccolo vasellame, copioso, a vernice nera o con qualche fig. r., con qualche immaginetta fittile, fu spedito a Roma ad un amatore e denota una necropoli ellenistica. Nella attigua contrada S. Sidero (cioè S. Isidoro) grandi fabbriche di laterizi, tra cui una circolare, distrutta per trarne materiale; copiosi ruderi mi furono segnalati anche nelle contrade Paracocchio e Palazzi, attigue a S. Sidero, nelle proprietà fratelli Tropea; sono ruine molto deteriorate di età romana e dell'alto medioevo, e gli eruditi locali quivi collocano il grande monastero di S. Costantino ( i cui resti sono riconoscibili al Piano delli Palazzi), i cui beni formarono in promiscuità l'abbazia di S. Sidero, dipendente da quella di S. Eufemia, a più tardi la baronia di S. Sidero. Voglio ora concludere circa i risultati di questa minuziosa e faticosa periegesi.


Hydra a figure rosse, proveniente da contrada "Celsito", in Lamezia Terme
Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

La fiumara Bagni in circa 20 secoli di libero deflusso ha purtroppo alterata profondamente la facies del terreno classico. Se qui sulla destra del fiume venne a trovarsi Terina, essa era in una posizione militarmente assai debole; le sue mura devono essere state costruite in gran parte, come quelle di Caulonia, con materiale torrentizio. La costruzione della imponente abbazia di S. Eufemia (si ricordi che i normanni erano maestri nello sfruttamento delle ruine antiche), i continui rifacimenti da essa subiti attraverso quasi sei secoli, contribuirono alla distruzione di quasi tutti i ruderi allora in vista. La esistenza di ruderi di una veteris civitatis quivi esistenti nel sec. XI, e di una vastità impressionante, se vennero ricordati nel documento di fondazione, ha certo il suo peso in aggiunta alle altre prove. Il tesoro di S. Eufemia Vecchia, la laminetta testamentaria e la necropoli Franzì sono documenti di prim'ordine ad attestare la presenza di una ragguardevole città greca. Tutta la campagna è poi costellata di segni della vita romana e bizantina. A tirare la somma, io sono di avviso che molte e gravi ragioni militino a favore di Terina-S. Eufemia V., sebbene molto ancora si debba attendere per averne la prova definitiva.

(da P. ORSI, Scavi e scoperte calabresi nel decennio 1911-1921, Tip. della R. Accademia Nazionale dei Lincei, Roma 1922, pp. 467-473).


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