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La Piana Lametina nei resoconti dei viaggiatori stranieri del '700 e dell'800 L' enorme museo all'aria aperta, che si identifica col territorio lametino, costituì l'attrazione dei tanti viaggiatori stranieri, soprattutto inglesi tedeschi e francesi che visitarono la Calabria nella seconda metà del '700 e nel secolo successivo. Pochi anni prima del disastroso terremoto del 1783 scesero in Calabria Johann Hermann von Riesedel (1767), Johann Jacob Ferber (1773), lo Swinburne (1777), il Saint-Non(1780), il Fortis(1800). Dopo il terremoto percorsero la Calabria Friedrich Munster (1786), Heinrich Bartels (1785), Karl Ulysses von Salis Marschlins (1788), il Ramage e B. Hill (1791), F. Leopold Stolberg (1792),G. Arnold Jacobi (1792), K. Joseph Stegman (1798). Resoconti interessantissimi hanno lasciato alcuni ufficiali francesi come Duret De Tavel e Augustine De Rivarol durante l'occupazione francese del Regno di Napoli (1806-1814) Nello stesso periodo Paul Courier, scrittore e ufficiale francese, descriveva nelle sue lettere, tra realtà e fantasia, i paesi attraversati al seguito delle truppe napoleoniche.
Nel XIX secolo si interessarono dalla piana lametina il Lenormant, il Ramage, Alessandro Dumas, Orazio Rilliet, Maxime Du Camp, i fratelli Fouchier. L'interesse di questi viaggiatori era puramente conoscitivo: "Fermarci ad ammirare per disegnare", scriveva E Lear. Per questo i loro occhi erano rivolti soprattutto al paesaggio che essi descrivevano, indulgendo agli aspetti più pittoreschi. Da questo punto di vista la piana di Lamezia Terme ha attratto in maniera particolare l'attenzione dei viaggiatori spinti nel profondo sud da interessi puramente culturali o, come diremmo oggi, turistici. Dal gran numero di resoconti di viaggio estrapoliamo, in massima sintesi, alcune delle note più significative. |
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